Quando andavo allo stadio, uno dei cori più divertenti era: Tutti a destra…eeh ehh… a sinistra… eeh eeh… e tutti si spostavano di conseguenza… Sono anni ormai che sui mercati finanziari sembra si stia facendo lo stesso. O tutti salgono o tutti scendono (ovviamente fatta salva qualche eccezione). Non esistono più le vecchie correlazioni. È un dato di fatto. I motivi sono ben noti, ovvero una immensa massa monetaria presente nel sistema finanziario che non dà possibilità di scelta. Il problema sta proprio qui: da qualche parte dovranno pur essere allocate le risorse finanziarie ed in questo momento ce ne sono così tante che talune volte non si sa neanche dove impiegarle.

Ecco perché vediamo salire i maggiori indici, ecco perché vediamo salire le commodities, ecco perché vediamo salire gli obbligazionari… ogni investimento è potenzialmente buono per parcheggiare questa enorme liquidità, ma è altrettanto rischioso non appena s’innescano timide discese.

Come muoversi in questi casi? Perché il problema ormai è strutturale. Magari non durerà ancora per molto, ma oggi il problema c’è.

Due consigli operativi: il primo è quello di seguire il più possibile il trend, perché la banalità ever green è: the trend is your friend! La seconda è la preparazione delle posizioni short.

Non amo andare alla ricerca dei possibili massimi, anche se poi qualche bias si innesca e puntualmente qualche errore si commette, ma ciò non toglie che bisogna prepararsi ai repentini short, perché se la storia ci ha insegnato qualche cosa, è un dato di fatto che sia diventato molto difficile entrare in un forte trend bearish soprattutto poi se ha una durata temporale molto limitata.

Come gestire il tutto? Beh, ovviamente con size diverse a seconda del tipo di operazione. Non si può, in linea di massima, pesare enormemente un’operazione contro trend, perché la probabilità di contabilizzare uno stop loss sarà maggiore di una con trend a favore.

Capisco che nel leggere un articolo del genere ci si possa annoiare, perché non vi sono livelli tecnici su cui creare possibili operazioni, ma l’attività di trading è un lavoro a tutti gli effetti.

Ma allora perché non pianificarla proprio come una qualsiasi altra attività?

Grazie ad una corretta pianificazione, nulla sarà lasciato al caso: i segnali operativi saranno ben analizzati, gli scenari ben quantificati e si avranno tutti i parametri necessari per fare click.

Grazie ad una corretta pianificazione si riuscirà a migliorare la propria equity line nel tempo, perché ricercando le motivazioni che hanno portato ad un gain o ad uno stop loss, sicuramente si riuscirà a replicare i punti di forza e mitigare quelli di debolezza.

Pianificando inoltre si riuscirà ad entrare con il perfetto timing conseguendo al 90% un gain. Molti stop loss non sono dipesi da una cattiva interpretazione dei mercati, ma dal timing d’ingresso. Pianificate la vostra attività di trading e avrete sicuramente un sensibile miglioramento delle performance dovute ad un miglioramento del timing d’ingresso.

dott. Valerio Corallo

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